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Relazioni del segretario SPI MN ai direttivi del 2019

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RELAZIONE DIRETTIVO E ASSEMBLEA GENERALE DELLO SPI/CGIL DI MANTOVA

MANTOVA 16 DICEMBRE 2019

 Buongiorno e ben arrivati

Continuiamo il nostro pellegrinare nelle località e nei territori mantovani.Il riscoprire e il conoscere i luoghi della nostra provincia, laddove risiedono le nostre radici è divenuto per lo Spi di Mantova un obiettivo. La terra di Virgilio ci presenta di volta in volta angoli meravigliosi. Questo luogo nasce incastonato nell’ammirevole Parco del Mincio, poco distante dalle porte della città, nei suggestivi ambienti di un'antica e signorile tenuta di campagna, una struttura tipica della secolare tradizione rurale padana della quale esalta le originali forme e il bellissimo nome. Ci piace pensare a Il Tesoro come ad un luogo magico, legato ad antiche leggende come quella dell’indovina Manto. Dalla mitologia greca infatti nasce la storia della fondazione di Mantova: Manto era figlia di Tiresia, il vate di Tebe e alla morte del padre partì per raggiungere l’Italia. Risalì il Po e giunta in prossimità del fiume Mincio, individuò un luogo protetto dove poter vivere con il suo seguito e custodire il suo Tesoro. Certamente queste poche righe descrittive e identificative hanno il sapore della leggenda ma ciò ci incanta. Quando poi è avvolta nella nebbia ha il sapore del mistero. Questo luogo è dedicato a tutti voi quale forma di Ringraziamento per l’abnegazione e la passione con la quale vi prendete cura delle fragilità, delle solitudini e delle inquietudini in aumento esponenziale. La presa in carico delle povertà, sotto qualsivoglia volto si presentino, è un atto di civiltà straordinario. Le paure disseminate a piene mani da una parte consistente della classe politica del nostro paese ci sottopone ad uno sforzo supplementare, di cultura, di approfondimento, di analisi e di contrasto. Una classe politica scellerata che inventa e usa l’impaurimento della popolazione quale strumento di consenso politico ed elettorale, l’ideare un nemico che metta continuamente in discussione lo status quo, ieri i processi migratori, oggi scomparsi dall’agone e rimpiazzati dal fondo salvastati (Mes) quale mezzo di impoverimento dei risparmi degli italiani, è una pratica criminale. Agli occhi disincantati appare chiaro che attraverso il Mes si intende attaccare il vecchio continente. Nulla si dice sui processi migratori dei nostri ragazzi in cerca di fortuna, che con la loro lontananza impoveriscono il Paese. Possiamo allora dire che operare, insinuare, propinare queste paure è delinquenziale e miserevole perché si agisce sulla parte più debole e più esposta del tessuto sociale, quella parte che non è strumentata per decodificare le complessità e i mutamenti così vorticosi. Queste pratiche, questo disseminare paura, odio verso le istituzioni e le sovra istituzioni ( Europa ) sono gli strumenti principe che danno origine all’imbarbarimento, all’odio ( parola molto cara e ripetuta dalla Senatrice Liliana Segre nell’ultimo incontro con centinaia di Sindaci a Milano la scorsa settimana) che poi si dispiegano nei razzismi e nei fascismi. Certo anche il mancato raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Unione Europea cioè la crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva che doveva determinare “il risveglio di una coscienza europea “non facilita l’arretramento delle barbarie. Ricordo i 5 obiettivi fissati : portare al 75% il tasso di occupazione delle persone in età di lavoro- investire il 3% del Pil in ricerca e sviluppo- riduzione del 20% delle emissioni di gas serra- riduzione del tasso di abbandono scolastico a meno del 10%- portare fuori dalla povertà o dall’esclusione sociale 20 milioni di persone dei 116 milioni al 2008, assumendo solo questo ultimo   dato,   si registra un flop notevole, infatti si dovevano portare a 96 milioni i poveri con una riduzione di 20 milioni. Nel 2017 i poveri in Europa sono ancora 113 milioni, lontani dagli obiettivi prefissati. In particolare in Italia siamo andati peggio di tutti i paesi U.E., dovevamo ridurre di 2,2 milioni invece nel 2018 erano 1,36 milioni in più (16,4 milioni). Siamo gli unici ad aver registrato un aumento simile della miseria. Pertanto risulta complicato con questa povertà, con questa diseguaglianza, con questa redistribuzione delle risorse prodotte, battere i fascismi e le pratiche xenofobe. Siamo alle solite si evidenzia la lotta fra i penultimi e gli ultimi. Da una parte quindi le difficoltà di mantenere gli obiettivi e dall’altra l’indebolimento di personalità politiche salde , da Sanchez a Macron passando per il tramonto della Merkel, il persistente obiettivo della Brexit, i dazi americani, la competizione cinese, lo scontro sui commerci, il destino dei terroristi in Siria, la Russia, il futuro stesso della Nato, sono questioni che ci fanno dire quale è la complessità nella quale ci muoviamo e che qualcuno intende ridurre ad un tweet.    

 Grazie alle volontarie e ai volontari, grazie agli Spi/Inca/Caaf, grazie ai Segretari di Lega, grazie alla Segreteria dello Spi, grazie alla Segretaria della Cgil di Mantova Rita   Bonizzi e grazie al Segretario Organizzativo dello Spi della Lombardia Mauro Paris, è la prima volta che abbiamo l’onore di averlo presente ai nostri lavori. Grazie al responsabile del nostro Sito al quale daremo la parola tra qualche minuto e che ci illustrerà l’aggiornamento della comunicazione, grazie al Coordinamento Donne dello Spi di Mantova che tutti ci invidiano, grazie alla Responsabile tecnica dello Sportello Sociale e a tutti i suoi collaboratori che sono divenuti punto di riferimento anche per altri territori, grazie al Responsabile dello Sportello Previdenziale, vera miniera alla quale attingere informazioni e formazione. L’elenco è lunghissimo perché tante e tanti sono le compagne e i compagni che fanno parte della famiglia dello Spi di Mantova. Grazie al Direttore dell’Inca e alla Responsabile della filiale di Mantova del Caaf. Infine porgo un ringraziamento a tutti coloro che collaborano saltuariamente con lo Spi e con la Cgil.

 L’anno che si chiude non può essere computato fra quelli che si possono definire noiosi e monotoni, anzi abbiamo prodotto una quantità di eventi considerevoli e di qualità, basterebbe annoverare i 2 convegni sull’Alzheimer frutto del gemellaggio con i Compagni dello Spi di Bolzano che virtualmente saluto e che ricambiano. Si scusano della loro non presenza ma impegnati in contemporanea nel loro direttivo sul bilancio. La lectio magistralis di Manlio Milani sul 45° anniversario della Strage di Piazza della Loggia, che ci ha portato in quel pezzo di storia buia del nostro Paese, il suo racconto ha emozionato tutta la folta platea partecipante, le tante manifestazioni alle quali abbiamo partecipato con numeri importanti e così di seguito, ma faremo il sunto all’atto della discussione sul bilancio consuntivo 2019, che terremo indicativamente nel mese di aprile 2020. Anche per questo vi rivolgiamo un sentito ringraziamento.

 Non intendo annoiarvi, oggi siamo qui per parlare di bilancio di previsione 2020, cioè quell’atto che serve per capire da dove ricaviamo le nostre risorse e dove le destiniamo, quindi oltre che essere un atto economico è un atto politico. Della situazione generale che prima Rita e poi Mauro nelle conclusioni esporranno meglio di me e che io intendo appaltare.

 Metaforicamente, però, proviamo ad accovacciarci in una piazza virtuale e osserviamo il quanto si muove attorno a noi. Concepiamo un pensiero che vada sotto la superficie, che scavi in profondità, che si inoltri oltre i fattori emozionali e che sovente fanno mutare il consenso politico. Proviamo a delineare la fiducia nel futuro che rappresenta un potente motore economico, di sviluppo e di investimento. Cioè superare il grigiore, il plumbeo che ha contraddistinto la politica degli ultimi anni. Andare oltre il quotidiano e maledetta quella classe dirigente che ci tiene ostaggio, inchiodandoci all’oggi. Futuriamoci, uniamoci idealmente a quei milioni di ragazze e ragazzi che ci dicono che il futuro si costruisce sull’ambiente, che non dobbiamo avere atteggiamenti predatori verso il territorio, che non ci sono due crisi separate, una ambientale e una sociale, ma bensì una sola e complessa crisi socio ambientale, che forse vi è la necessità impellente di un nuovo umanesimo. Che questa visione umanistica permette una ecologia integrale in grado di tenere insieme le questioni ambientali, quelle socio economiche, le politiche e le espressioni culturali, le dimensioni macro e quelle micro della convivenza sociale. Questo ci stanno dicendo quelle ragazze e quei ragazzi di tutte le latitudini. Allora noi dobbiamo essere coloro che rilanciano, pena il decadimento di quella visione. Nel nostro Paese cosa sono quell’interessante laboratorio politico che sta sotto il nome delle sardine, se non una risposta attraente ma ancora indefinita alle brutture di una determinata politica razzista fascista, sovranista e populista?

 Abbiamo attentamente letto il manifesto delle sardine “per anni avete rovesciato bugie e odio su noi e i nostri concittadini, grazie ai nostri padri e ai nostri nonni avete il diritto di parola, avete unito verità e menzogne, rappresentando il loro mondo nel modo che più vi faceva comodo. Avete approfittato della nostra buona fede, delle nostre paure e difficoltà per rapire la nostra attenzione, avete scelto di affogare i vostri contenuti politici sotto un oceano di comunicazione vuota. Di quei contenuti non è rimasto nulla. Siamo un popolo di persone normali di tutte l’età, amiamo le nostre case le nostre famiglie, cerchiamo di impegnarci nel nostro lavoro, nel volontariato, nello sport, nel tempo libero. Mettiamo passione nell’aiutare gli altri, quando e come possiamo. Amiamo le cose divertenti, la bellezza la non violenza verbale e fisica, la creatività, l’ascolto ma non avete il diritto di avere qualcuno che vi stia ad ascoltare” e poi il manifesto prosegue.

 Senza esagerazioni parti importanti di questo manifesto le troviamo nei nostri pensieri, nel nostro operare quotidiano, nelle nostre attenzioni, nelle nostre sedi, nei nostri sportelli sociali. Ecco una delle ragioni per le quali nelle grandi manifestazioni che attraversano il nostro paese parte dei partecipanti sono anziani come noi. Azzardiamo, anche i pensionati sono sardine. Cosa sta accadendo, come decifrare questo movimentismo di natura ancora carsica, questo tormento che scuote la contemporaneità, dalla Francia alla Spagna, dal Nord al Sud delle americhe, da Hong Kong alle primavere africane? Il mondo si sta ridisegnando. In questa nuova declinazione, non si è ancora palesato il dispiegarsi della Brexit ora che Boris Johnson ha stravinto le elezioni nel Regno Unito. Sarà una ulteriore e grande difficoltà per l’Europa. Se a questo sommiamo i movimenti interni non più marginali, della dx più becera, i tentativi possenti di indebolire il nostro continente da parte di forze esterne (Trump, Putin e la Cina), ripetendomi una classe dirigente molto al di sotto dell’essenziale, si comprende la strettezza del cuneo nel quale dobbiamo passare. Vi sono altresì aspetti positivi. In questo contesto leggo il prorompente affacciarsi sulla scena dei movimenti giovanili, quasi avessero un sentire e un sentore atavico di pericolo emergente. Con questa lente plaudo alla elezione a Primo Ministro della Finlandia di Sanna Marin una 34 enne figlia di una coppia dello stesso sesso e che tutta la coalizione del governo sia guidata da 5 giovanissime donne. Per le popolazioni del Nord Europa è un accadimento normale, perché è il frutto dell’educazione di una di quelle famiglie arcobaleno di un genitore 1 e di un genitore 2 tanto demonizzate da Giorgia Meloni, da Simone Pillon e dal governatore della Regione Lombardia Lorenzo Fontana; per noi un fatto di assoluta straordinarietà che venga eletta una giovane donna a presidente della Corte di Cassazione. La distanza è siderale tra un Paese dove non vi sono piaghe bibliche, di cavallette, di primogeniti uccisi dall’Angelo sterminatore, ma abbiamo invece notizie di un paese florido, civile, sempre al primo posto di ogni classifica per il livello di qualità della vita. Il nostro invece è condannato all’essere rancoroso, al “ prima gli italiani” al “ Viva l’Italia “. Il 50% degli italiani si fa incantare da questa retorica antistorica.

 Rientro velocemente nelle ragioni che ci hanno visti nelle ultime settimane così agitati e che ci vedranno domani a Roma e dopodomani a Mantova per effettuare un presidio davanti alla Prefettura, alla quale siete tutti invitati a partecipare. Incontreremo il Prefetto, in quanto rappresentante dello Stato e gli porteremo le nostre istanze. Rapidamente vi propongo l’aggiornamento della situazione e del confronto con il Governo, con la premessa che assumiamo l’oggettività quale elemento di misurazione dei risultati, siano essi di natura politica, siano essi di sostanza e di contenuto. Il giudizio come vedrete sovrapponendo le richieste ( leggasi piattaforma ) dai risultati risulterà articolato, su alcune parti le risposte sono deboli, su altre inconsistenti e su altre ancora positive. Sulla metodologia del confronto vi è una apprezzabile apertura in quanto non è più presente la disintermediazione sociale ( tradotto in linguaggio corrente le parti sociali vengono riconosciute e valorizzate ), certamente è un risultato ascrivibile alle nostre lotte. L’apertura del confronto tramite la composizione di tavoli tematici di approfondimento, che ovviamente debbono produrre risultati, è un passo avanti notevole, partendo dal presupposto che non deve essere una discussione a perdere ma che deve produrre risultati. Vi è un diverso rapporto con l’Europa, non più rissoso e indisponente, anche se le nostre politiche presentano contraddizioni, pur essendo di fronte a risultati importanti tra i quali la regolazione dello spreed con quel che ne consegue, un confronto e una relazione positiva sui processi migratori. Sul merito, importante aver destinato 2 miliardi aggiuntivi al comparto sanità essendo consapevoli che il finanziamento pubblico della spesa sanitaria italiana, negli anni, si è ridotto confermando il disinvestimento pubblico nel Welfare sanitario. Se gli altri paesi manterranno il trend dell’ultimo quinquennio, il finanziamento aggiuntivo di 2 miliardi di euro previsti nella legge di stabilità non sarà in grado di invertire la tendenza in atto, seppur mitigherà la crescita della differenza con l’Europa occidentale. Esprimiamo soddisfazione per il superamento del superticket, nostro datato obiettivo. La riduzione del cuneo fiscale per il lavoro dipendente da un respiro ai nostri figli e ai nostri nipoti, se riuscissimo in contemporanea a rinnovare i contratti nazionali sarebbe un ulteriore passo verso quel faticoso cammino intrapreso di dare dignità al lavoro e alla sua rimunerazione. Compiacimento per il non aumento delle aliquote Iva anche si sarebbe dovuto declinarle in altro modo, ritoccando quelle dei beni di lusso e abbassando quelle dei prodotti di uso corrente. Esprimiamo invece insoddisfazione per le richieste dei pensionati, non si è compreso che le proposte contenute nella piattaforma sono di riforma in un paese che cambia, che invecchia e che una legge sulla non autosufficienza strutturata e finanziata in modo equo è impellente ed essenziale per dare protezione sociale alle fragilità contemplata in quelle età, ma non solo e il nostro sguardo va anche a tutte quelle persone giovani che si trovano in disabilità. Ovviamente pensiamo ad una legge che coinvolga tutti i livelli dal nazionale, al regionale financo i territori. Sulla rivalutazione delle pensioni manca una risposta strutturata. È un’occasione sprecata, perché davvero, per le condizioni inflattive esistenti e perduranti sarebbe costata pochissimo. Con poche risorse avrebbero potuto dare un segnale soprattutto politico a 16 milioni di pensionati. Non c’è l’allargamento della 14° che eviti lo schiacciamento verso il basso delle pensioni. Manca una vera riforma fiscale progressiva. Certo apprezziamo i timidi segnali nei confronti dell’evasione fiscale ma restano ancora troppo timorosi a fronte di una infedeltà che rischia di non avere eguali al mondo e che causa l’impoverimento culturale, giudiziario, economico e sociale del nostro paese. Per domare questa piaga necessita assumere posizioni forti e radicali ma questo presuppone una classe politica molto più responsabile e illuminata e che non abbia l’occhio rivolto al solo quotidiano ma che abbia una visione del futuro del paese. Infine, chiediamo alle istituzioni e alle forze politiche molta più considerazione per le pensionate e per il pensionati del nostro paese, evitando questa inutile e stucchevole volontà di mettere in contrapposizione i giovani con gli anziani, perché questi benedetti anziani sono un motore economico e sociale portentoso, perché sono ovunque nel volontariato, perché si sobbarcano molti lavori, perché in 7 anni gli sono stati sottratti 44 miliardi, di questi nemmeno 1 euro è andato ai giovani, perché sono consapevoli di avere un ruolo sociale di primaria importanza. Chiedo venia se in questo mio pensiero, non ho parlato del mondo della produzione, dei nuovi processi produttivi, delle competizioni globali, delle tante crisi che stanno scuotendo la nostra provincia, dalla Corneliani, alla Burgo, dalla Tecnofer a tante altre, in questo contesto esprimiamo solidarietà a tutte quelle famiglie che sono in difficoltà e che probabilmente vivranno le non feste natalizie, ma ho fatto una scelta di parlare un po' più di noi. Nel ringraziarvi, per la pazienza, auguro a tutti voi e alle persone che amate un Buon Natale e un Sereno 2020.    

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RELAZIONE DIRETTIVO E ASSEMBLEA GENERALE DELLO SPI/CGIL DI MANTOVA

MANTOVA 31 OTTOBRE 2019

Care Compagne e cari Compagni,

per ragioni di tempo non siamo riusciti ad organizzare questa Assemblea Generale nel nostro modo, itinerante, ma riprenderemo il nostro errare con la grande assise di fine anno. Ci diamo, quindi, appuntamento il 16 di dicembre a Rivalta sul Mincio, dove ci troveremo, discuteremo del Bilancio di previsione 2020 e parleremo di noi scambiandoci gli auguri di buone feste e di un nuovo anno auspicando che sia migliore del 2019. Siamo appena rientrati dai Giochi di Liberetà, la crociera è stata assai gradita dalle nostre compagne e dai nostri compagni, abbiamo messo a disposizione una opportunità in più, siamo, altresì appena rientrati dalla visita alla bella Vicenza e al Museo storico del Risorgimento e della Resistenza in un connubio esaltante fra bellezza e storia, si è testé conclusa la due giorni nel viadanese laddove i tre proponenti Spi, Anpi e Coop hanno finanziato un progetto che ha coinvolto circa 400 ragazzini della scuola primaria, avente come obiettivo la valorizzazione dell’apprendimento della storia in modo innovativo, nel recupero della tradizione e dei valori culturali di democrazia e di pace sui quali si fonda la Costituzione Italiana. Viviamo nell’epoca dei videogame, dei giochi elettronici e dei cartoni animati che si possono raggiungere e seguire a qualsiasi ora, ma l’intramontabile fascino delle storie narrate dai burattini è una magia che supera il tempo e lo spazio. Raccontare una storia ai bambini con i burattini significa non perdere l’incanto della magia ed è quello che abbiamo desiderato proporre alle scuole primarie di Viadana, Dosolo e Pomponesco. Il risultato è stato entusiasmante. Osservare i ragazzini, in religioso silenzio, attratti dai burattini che raccontano di una storia lontanissima dai loro tempi quale il Fascismo e la Resistenza, stupirsi, emozionarsi, ridere come solo i bambini sanno fare, risulta essere un accadimento straordinario.

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