Relazione Colleoni 29 Settembre 2025 - Convegno Non Autosufficienza Polirone San Benedetto Po
Convegno Non Autosufficienza Relazione Colleoni Ferdinando 29 Settembre 2025
Polirone San Benedetto Po
Abitare non è conoscere, è sentirsi a casa, ospitati da uno spazio che non ci ignora, tra cose che dicono il nostro vissuto, tra volti che non c’è bisogno di riconoscere perché nel loro sguardo ci sono le tracce dell’ultimo congedo. Tratto da: Il Corpo di Umberto Galimberti Il corpo è il tramite attraverso cui, entriamo in relazione con il mondo, facciamo le nostre esperienze e conserviamo i nostri vissuti. La nostra identità si costruisce a partire da queste esperienze ed attraverso le modalità con cui si entra in relazione con gli altri corpi. In tal senso, il corpo è non solo un oggetto fisico, ma è il crocevia di aspetti essenziali, etici ed esistenziali è il mediatore ineludibile tra noi e la realtà. La psicologia, da sempre, ha visto il corpo come aspetto centrale del benessere della persona nei processi di cura ed ha posto molta attenzione all'insieme dei sintomi fisici che un individuo sperimenta, che possono indicare uno stato di malattia corporea per analizzare gli aspetti di natura traumatica. Quando diventiamo anziani i ricordi di eventi passati sono associati a emozioni intense, che il cervello tende a conservare in modo vivido, duraturo e si manifestano in modo sempre più forte. Ma subentra la difficoltà a ricordare eventi recenti, la difficoltà nel riconoscere persone o luoghi, mentre la memoria di abilità innate può rimanere intatta. Possono verificarsi anche confusione su tempo e luogo, problemi nello svolgere attività quotidiane e una perdita progressiva della consapevolezza del proprio passato. Siamo nella fase del ciclo vitale in cui andiamo verso la fine della nostra esistenza dove è presente una condizione di fragilità e non autosufficienza, dove il nostro corpo ha bisogno di cure e di assistenza per soddisfare i bisogni primari e secondari. Doversi affidare ad una persona, per espletare anche semplicemente i bisogni primari, sicuramente riattiva in ognuno di noi memorie che risuonano alte, rispetto alle esperienze fatte in passato come, vissuti di vicinanza e distanza, intimità con noi stessi e con gli altri, di abbandono o accudimento, di sfiducia o abuso, di inadeguatezza o di vergogna. Essere nel proprio domicilio ed avere il supporto dei familiari, in un momento della vita di estrema fragilità, è sicuramente la condizione dove è più probabile poter sperimentare maggiore benessere, la casa rappresenta il luogo dove l’anziano riconosce l’ambiente, non solo come spazio fisico, ma come luogo emotivo e di relazione, dove questi temi posso essere meglio gestiti. Consapevoli di ciò, chi lavora in RSA deve aver chiaro che bisogna costruire, per gli anziani che vengono ad abitare nella residenza, una cura che prova ad integrare nei fatti sia l’intervento sanitario che sociale, in cui si tiene conto non solo della cura del corpo, ma anche del suo essere come persona unica e irripetibile, prendendoci cura della sua esistenza. Per questo il nostro convegno è un appuntamento che si propone di esplorare il tema della non autosufficienza dentro una longevità che avanza, in una prospettiva ampia e condivisa, al confine tra medicina, cultura e impegno civico. L’obiettivo è ambizioso: superare la visione puramente clinica dell’età avanzata per valorizzare la persona nella sua interezza, riconoscendone la storia, l’identità e la funzione sociale. Il nostro intento è quello di restituire all’anziano la centralità che merita, non solo come paziente, ma come individuo ricco di esperienza e significato. L’invecchiamento non deve essere percepito come un declino, bensì come una fase vitale e piena di possibilità. A impreziosire il nostro lavoro stiamo raccogliendo le testimonianze di donne centenarie mantovane che anno votato per la prima volta nel 46 e hanno votato anche al nostro ultimo referendum nel 2025 Inoltre lo Spi intende sostenere un progetto di "ascolto della solitudine". È un'iniziativa sperimentale che vogliamo promuovere della lega del riso di Carlo Falavigna e del suo segretario Carlo Filippi volta a contrastare il fenomeno della solitudine, soprattutto negli anziani, attraverso un supporto empatico, emotivo e pratico fornito da volontari formati o operatori qualificati come il dott. Massimo Arvati, che avete conosciuto al nostro convegno sulla sanità a Bolzano, in collaborazione con l’associazione il Girasole con il suo presidente Nicola Bonfante e speriamo con l’ente locale E visto che sono presenti al nostro convegno facciamo un applauso Questi progetti prevedono l'offerta di ascolto telefonico o incontri individuali e di gruppo in un ambiente accogliente, con l'obiettivo di promuovere la socializzazione, offrire un sostegno concreto e integrare le persone fragili nelle reti di servizi territoriali per migliorare il loro benessere psicofisico. Il progetto funziona come ascolto per la solitudine • Identificazione dei bisogni: I volontari e gli operatori ascoltano le persone che si sentono sole, tristi o abbandonate, per comprenderne i bisogni e le difficoltà. • Formazione e coordinamento: I volontari vengono formati per garantire un servizio di qualità e l'iniziativa spesso vede la collaborazione di associazioni di volontariato, servizi sociali e comuni per creare una rete di supporto efficace. Nel corso degli ultimi decenni il nostro Paese è andato incontro ad un profondo cambiamento della sua struttura demografica a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. In Italia, così come nella maggior parte dei Paesi sviluppati, la durata media della vita all’inizio del Terzo Millennio ha raggiunto valori che fino ai primi anni del ’900 erano inimmaginabili, con un’attesa di vita media pari a 82,5 anni. Entro il 2050 la proporzione di anziani tenderà a raddoppiare, passando dall’11% al 22% della popolazione totale. Nei prossimi 5 anni, per la prima volta nella storia dell’umanità, il numero di individui di età uguale o superiore a 65 anni supererà quello dei bambini al di sotto dei 5 anni. L’aumento della aspettativa di vita rappresenta indubbiamente una grande conquista che testimonia il crescente miglioramento delle condizioni di vita e i progressi della medicina. Parallelamente alla transizione demografica legata all’aumentata aspettativa di vita, si è verificata una distribuzione e frequenza di determinate malattie nuove o che si manifestano con un aumento di incidenza e l'impatto sulla popolazione. Da una situazione in cui erano prevalenti le malattie infettive e da carenza, si è passati a una preponderanza di quelle cronico-degenerative spesso simultaneamente presenti. Il paziente anziano del terzo millennio è un paziente complesso, ricco di incognite e di difficoltà interpretative, dove le scelte diagnostiche e terapeutiche devono essere necessariamente ponderate tenendo sempre a vista l’obiettivo del massimo vantaggio possibile in relazione alle condizioni generali della persona. Questo profondo cambiamento, legato alla transizione demografica, rappresenta una sfida senza precedenti ai modelli assistenziali tradizionali basati sulla gestione della singola patologia. La moderna medicina geriatrica deve necessariamente prevedere la definizione di modelli assistenziali centrati sul paziente considerando che le problematiche cliniche di volta in volta prevalenti saranno in un contesto più ampio di più morbilità e fragilità e fra condizioni tra loro strettamente interconnesse. Il paziente fragile, infatti, è un paziente «vulnerabile», un paziente che molte volte è affetto da malattie croniche complesse, con un forte grado di instabilità e con ridotta autosufficienza. Non di rado avremo una condizione con problematiche sociali e familiari che renderanno ancor più difficile la gestione. Il nostro convegno nasce come momento di scambio nel contesto delle loro diverse competenze e specializzazioni, con l'obiettivo di tutelare al meglio i nostri anziani che con le loro storie la loro saggezza rappresentano oggi più che mai un ponte tra un passato fortemente vissuto ed un futuro che a volte sembra correre troppo veloce. Il convegno è il filo rosso che lo SPI di Mantova, lo SPI LGR di Bolzano, lo Spi regionale e Nazionale in più iniziative sul tema degli anziani, vuole rappresentare un momento di confronto tra le diverse componenti della realtà sociali direttamente o indirettamente coinvolte nella programmazione e nell’erogazione di attività indirizzate alla popolazione anziana. Affronterà il tema della longevità discutendo i principali problemi determinanti del progressivo allungamento della durata di vita e dell’invecchiamento in salute al fine di definire i contorni di un approccio assistenziale centrato sulla persona che coniughi al meglio le diverse strategie di prevenzione e terapia di volta più opportune. Esaminerà anche le nostre preoccupazioni e la nostra delusione per una grande occasione persa da questo governo per dare risposte a milioni di anziani e alle loro famiglie. Dopo tanti annunci, tante promesse e tanta propaganda, il Governo ha adottato il decreto su anziani e non autosufficienza senza modifiche di rilievo e confermando la mancanza totale di finanziamenti. Ha inoltre ignorato le critiche e preoccupazioni da molte parti espresse e varato il decreto in materia di politiche in favore delle persone anziane, travisando, disattendo e persino tradendo in diverse parti la delega ricevuta. Si pensi alla clamorosa esclusione delle persone tra i 65 e i 70 anni dall’assistenza, alla debolezza delle misure per la nuova domiciliarità, cardine di una riforma che doveva assicurare alle persone di poter vivere ed essere assistite a casa propria, o alla mancata riforma delle Rsa, nonostante il sistema della residenzialità abbia mostrato tutti i suoi limiti più drammatici durante la pandemia. Inoltre, la misura sperimentale della Prestazione Universale di 850 euro (o Bonus Anziani) una misura sperimentale, in vigore dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026, destinata ad anziani over 80 non autosufficienti con gravissimi bisogni assistenziali e ISEE basso 6000 euro, rimane ferma nella vecchia logica del trasferimento monetario anziché offrire servizi, e riguarda una ridottissima platea di beneficiari: solo 25 mila anziani ultraottantenni non autosufficienti gravissimi in stato di povertà, pari allo 0,6% del totale degli anziani non autosufficienti”. Infine, “aver rinviato quasi tutta l’attuazione della legge a norme successive ha indebolito e diluito la spinta innovatrice della legge. Davvero un’occasione persa per volontà irresponsabile del Governo Meloni, e a farne le spese sono i milioni di anziani e le loro famiglie lasciate ancora una volta troppo sole. In particolare sottolineiamo che l’assunzione di una responsabilità pubblica sull’Assistenza A Lungo Termine è ancora molto molto parziale e insufficiente. I servizi alla persona, residenziali e territoriali, sono stati oggetto di dibattito, riforme nazionali e regionali, senza però reali passi in avanti nella riqualificazione del settore e nell’implementazione di risorse necessarie ed urgenti. Il ruolo di questi servizi e delle attività a favore di cronici e fragili è fondamentale in una società sempre più caratterizzata dai bisogni di cura. Andrebbe costruito un modello di gestione dentro i piani di zona in grado di sostenere e promuove le sinergie di rete, le buone prassi e la divulgazione delle stesse, anche con partner affidabili e attenti alla qualità delle prestazioni erogate e dei servizi gestiti. Sarebbe importante stimolare esperienze e testimonianze, al fine di promuovere una cultura manageriale, di tipo etico, a garanzia degli Assistiti e delle Risorse Umane coinvolte. Esperienze innovative in atto e importanti dalle RSA aperte, gli ambulatori della longevità, ai villaggi Alzheimer sono potenzialità su cui lavorare, ma non vanno dimenticate le difficoltà di coordinamento tra livelli istituzionali e tra Pubblico e privato su cui occorre lavorare. Dovremmo partire dai principi alle persone per arrivare al futuro della non autosufficienza. Un Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, con l’obiettivo di promuovere un confronto sui contenuti e sulle opportunità della riforma del’’assistenza agli anziani, a partire dai bisogni concreti degli anziani e delle loro famiglie. Andrebbero costruiti Percorsi di secondo welfare con la necessità di superare la frammentazione tra sanitario e sociale, semplificare l’accesso ai servizi, investire in domiciliarità e riconoscere il ruolo dei caregiver e degli assistenti familiari. Le professioni della fragilità e della non autosufficienza sono altresì un’importante occasione per affrontare le principali sfide che investono il settore socio-sanitario, un ambito strategico nel rispondere ai bisogni delle persone fragili e non autosufficienti. La crisi che ha colpito questo settore ha radici profonde, legate sia a fattori normativi, alla mancanza di risorse umane adeguate, sia alla necessità di modernizzare i processi assistenziali. L’innovazione tecnologica, poi, rappresenta una delle risposte più promettenti per migliorare la qualità dell’assistenza. Tecnologie avanzate come sensori, sistemi di monitoraggio e strumenti digitali possono contribuire a supportare sia l’autonomia delle persone assistite sia l’efficacia del lavoro degli operatori socio-sanitari. L’integrazione della tecnologia deve andare di pari passo con un utilizzo intelligente e umano-centrico, volto a migliorare l’interazione tra tutti gli attori del sistema di cura. Il potenziale offerto dalle tecnologie digitali connesse è sempre più evidente. In particolare, anche nel settore sociosanitario, queste soluzioni appaiono estremamente promettenti per supportare una domiciliarità in sicurezza e autonomia, attraverso servizi innovativi come piattaforme di tele assistenza, tele monitoraggio e telemedicina in grado di mantenere una elevata sostenibilità economica. Infine, il tema del lavoro dovrebbe essere al centro della discussione, in un settore che necessita di valorizzare le proprie professionalità e di attrarre nuove risorse. La formazione continua e il miglioramento delle condizioni di lavoro sono aspetti fondamentali per garantire una risposta adeguata alla crescente domanda di assistenza. La crisi attuale ha messo in luce la necessità di investire nei lavoratori del settore, migliorandone le competenze e offrendo loro opportunità di crescita professionale. Solo attraverso un approccio integrato, che tenga conto di innovazione tecnologica, adeguamento normativo e valorizzazione del lavoro, sarà possibile rilanciare un settore cruciale per il benessere collettivo. Tuttavia, è proprio da questa consapevolezza che possono scaturire nuove prospettive di rilancio, basate su un approccio innovativo e integrato. La riforma non può restare un insieme di principi astratti, ma deve tradursi in risposte concrete e personalizzate, capaci di migliorare la vita quotidiana degli anziani non autosufficienti e delle loro famiglie. La forza del confronto territoriale è non solo un’occasione di analisi, ma anche un momento di costruzione collettiva di visioni e proposte. È da qui che passa la possibilità di dare continuità e concretezza a una riforma attesa da oltre venticinque anni. Per questo ringraziamo per la loro preziosa presenza a questo convegno i nostri graditi ospiti che hanno accettato il nostro invito e ai compagni dello Spi di Mantova e Bolzano che lo hanno promosso. Da Alfred EBNER Segr. Generale Spi/Lgr Bolzano - Generalsekretär Lgr/Spi Bozen Gottfried TAPPEINER Università Innsbruck - Universität Innsbruck Renato BOTTURA Geriatra - Geriatrie Direttore scientifico presso la Fondazione Mazzali di Mantova Andrea CAPRINI Assessore Comune di Mantova - Stadtrat Gemeinde Mantua Morena PICCININI ex Presidente Inca Cgil - ehemaliger Präsident der Inca CGIL Daniele GAZZOLI Segr. Generale. Spi Lombardia - Generalsekretär Spi Lombardei Chiuderà i nostri lavori Tania SCACCHETTI Segretaria Generale nazionale dello Spi - Nationaler Generalsekretär der Spi Il nostro evento vuole essere un piccolo passo ma centrale per sviluppare, discutere, progettare e contrattare le politiche per la “non autosufficienza” e gli interventi nella pratica quotidiana d’aiuto.
PARTIAMO DAI PRINCIPI ALLA PERSONA E DIFENDIAMO I DIRITTI DI CHI NON È AUTOSUFFICIENTE DIAMO VOCE A CHI VOCE NON HA BUON CONVEGNO
